Viaggio in Perù – giugno-luglio 2017

Dom Jean-Pierre Longeat, osb

 

Pachacamac

AmLatPachacamacIl monastero si trova lontano dalla città, ai piedi di una piccola catena di montagne che lo circondano, assicurando così un paesaggio incantevole. Fondato dal monastero di Belmont, della Congregazione Inglese, circa cinquant’anni fa, vive la tradizione monastica in modo assai classico: lavoro, preghiera e accoglienza. Nel Paese vi sono anche altre comunità monastiche: le suore di Tyburn, a Sechura, e quelle di Morropòn, con un carattere più apostolico, e, infine, le comunità di Naña e di Chucuito che sono monasteri con caratteristiche particolari su cui ritorneremo.

A Pachacamac ci sono sette monaci, tutti peruviani, fatta eccezione per un inglese arrivato in Perù al momento della fondazione, quando il monastero si trovava a Piura. Ci sono degli aspiranti, alcuni li ho incontrati e molti di questi si uniranno alla comunità nei prossimi mesi. I monaci vivono in un’atmosfera di silenzio ammirevole. L’orario è il seguente: 4:40 Vigilie, 7:00 Lodi e Messa (con la lectio divina nel frattempo), colazione, 12:00 Preghiera di mezzogiorno, 12:30 Pranzo, 17:30 Vespri, 19:00 Cena, ricreazione e Compieta.

Secondo il p. Priore Alex Echeandìa, la vita monastica non è realmente integrata nella mentalità del Perù. La vita religiosa, come in tanti altri Paesi del continente, è stata soprattutto di tipo apostolico e missionario, tanto che sia i preti che i laici non sanno bene in cosa consista la vita dei monaci qualunque sia la loro particolare fisionomia… questo vale persino per alcuni vescovi. Per questo si fa urgente un lavoro di approfondimento e di comunicazione. P. Alex ritiene che la vita monastica sia un ambito che permette di toccare le profondità dell’esperienza di fede tanto da permettere che questa si sviluppi a partire dai suoi aspetti più fondamentali. Inoltre, pensa che la Chiesa del Perù ha bisogno di questo approccio, perché l’anima peruviana è naturalmente segnata da una dimensione contemplativa. P. Alex lavora dunque metodicamente a far crescere questa dimensione a Pachacamac. È anche un eccellente iconografo; anima delle sessioni nel suo monastero e a volte risponde a richieste che vengono dall’esterno.

 

Naña e Chucuito

AmLatNanaNon ho potuto visitare tutti i monasteri e le realtà monastiche del Perù, perché sono molto distanti le une dalle altre, mi sono recato comunque a Naña che si trova non molto lontano da Lima. Nel piccolo monastero, fondato mezzo secolo fa dalla Congregazione Belga, ho incontrato l’Abate Presidente di questa Congregazione, il superiore della comunità fondatrice, i due monaci belgi che assicurano la responsabilità sia di questa comunità che di quella che hanno fondato sul lago Titicaca, vicino a Puno, a Chucuito. In questi monasteri i fratelli che vengono dal Belgio si sono lanciati in un progetto con dei laici, che fanno parte della comunità, per essere il più possibile accanto alla popolazione locale, molto povera. Si tenta di far diventare il monastero un luogo di dialogo con la cultura andina. I due monaci che fanno da riferimento a questo progetto sono p. Bernard, il priore, e p. Simon-Pierre che ha scritto alcuni testi di grande qualità, ispirandosi alla teologia della liberazione senza esserne imprigionato. Mentre il monastero di Naña ha festeggiato il giubileo d’oro, la fondazione di Chucuito si prepara a celebrare il venticinquesimo di presenza in questa zona. Naturalmente la questione dell’avvenire è capitale. Una possibilità potrebbe essere quella di inviare qui monaci e monache da altre parti del mondo, anche solo per trascorrervi un tempo e sostenere così questo progetto che ha valore di segno per l’America Latina. Un libro cerca di dare ragione di questa esperienza e di farla conoscere.

 

Lurín

Ho anche conosciuto una comunità di clarisse che ha preso il posto delle sorelle cistercensi a Lurín che, ormai troppo anziane, sono rientrate quasi tutte nella loro casa di fondazione in Spagna, mentre una di loro si è unita alla comunità di clarisse. Sono otto, molto giovani e vivono in ambienti immensi. Cosa riusciranno a vivere? La domanda si pone, ma è troppo presto per rispondere.

Non è certo possibile passare in Perù senza fare un’escursione a Cuzco e a Machu Picchu! Mi è stata offerta la possibilità di visitare questi luoghi e, nonostante il poco tempo a disposizione, questo viaggio mi ha molto toccato tanto è grande l’immersione in una cultura che si trova in perfetto accordo con la natura. Un’esperienza di rara profondità spirituale che rappresenta indubbiamente una tappa nel percorso di una vita.